FRESH.

19.6.06

Veritas | Coloro i quali possiedono differenti capacità rispetto a coloro i quali vengono definiti "normali" nell'area sensoriale ma che forse no.

No, non sto parlando degli XMen. No, nemmeno delle Tartarughe Ninja. Sto parlando della penosa e inquietante piega che sta prendendo l'uomo quando si tratta di persone disabili. Uso il termine "disabile" perchè, tra tutti, mi sembra il più onesto. Il più sobrio, almeno. Negli anni '80 erano handicappati. Nei '90 qualcuno ha deciso che quella parola era un insulto e se la pronunciavi rischiavi il linciaggio. Nessuno si sofferma mai sulla radice, handicap. Da lì, passando per "disabili", si è giunti al patetico "diversamente abili", poi da "sordi" a "audiolesi", da "ciechi" a "non vedenti" e così via, fino a giungere all'aberrazione che ho incontrato recentemente su un menù di un dvd: signore e signori ecco a voi "coloro i quali possiedono differenti capacità auditive". Si arriverà presto a definirli con l'espressione assurda che uso nel titolo di questo post, o con qualcosa di simile. E nessuno dirà nulla. Beh, io dico gia da ora che è comico, penoso e inquietante. Comico, perchè i sordi - pardon - gli audiolesi, NON possiedono capacità auditive. E chi ne possiede un briciolo forse è onesto con sè stesso nel dire, per primo, "non ci sento". Penoso perchè più ci si sforza di usare i guanti con chi è affetto da questo genere di problemi, più traspare quella viscida ipocrisia/vigliaccheria tipica di chi ha paura a chiamare le cose con il proprio nome. Inquietante perchè, come disse anche il buon Grillo tempo fa, quella che è da temere davvero è la rivoluzione delle parole, lo svuotamento dei significati. Fenomeno che porta per forza di cose all'apatia e all'insofferenza. Ho un presentimento e non mi piace per niente. Questa è la strada che porta a Gattaca, signori. Fate attenzione alle parole. Fate molta attenzione alle parole.

2 Comments:

  • At 5:58 PM, Anonymous rod said…

    In "1984" Orwell c'aveva visto lungo con la sua "Neolingua"... hai presente? Tolgo le parole inutili dal vocabolario, comprimo, raffinamento dopo raffinamento, fino ad avere un centinaio di parole chiave che possono voler dire tutto e possono voler dire l'esatto opposto, perchè tanto avrò un vocabolario così povero da non essere in grado di scrivere una frase di senso compiuto. Povertà di espressione. Chissà cosa direbbe Orwell ora, vedendo che nella realtà sta succedendo l'esatto opposto, fumo, fumo, fumo, fumo, fumo (posso continuare!) e alla fine cosa si è detto? niente. Oramai ogni singola parola è detta esclusivamente per fare quantità, non concetto. Che cosa amena, due estremizzazioni opposte che ottengono lo stesso risultato, poche parole o troppe parole, cambia poco, se non il fatto che con poco non si è in grado e con troppo si è consapevolmente colpevoli.
    Che ho detto? Forse anche io sono uno di quelli che ne usa troppe di parole, beh se è così... parola e/o cenno che esprime deferenza, ossequio, rispetto e amicizia verso una persona da cui ci si accomiata

     
  • At 9:44 PM, Blogger TM said…

    E' con sommo piacere che ti accolgo tra le pagine di Infradito e ti saluto, Don Rodrigo de Pamplona de Cordoba do Nascimiento Vargas de la Vega Echeveria Gutierrez.
    Sottoscrivo quanto dici, in pieno. Se è mai esistito qualcuno dotato di un intuito fuori dal comune costui fu proprio George Orwell.
    Immagino che la sua non sia stata una vita serena. Quasi come la Cassandra del mito greco, doveva convivere con una visione lucida e terribile del futuro che i suoi simili stavano costruendo, senza poter confessare le sue angosce a nessuno poichè nessuno dei suoi contemporanei l'avrebbe capito.
    1984 è nato da un simile tormento e ancora oggi c'è chi si batte per renderlo innocuo e presentarlo come la pessimistica visione di un pazzo. Beh, consapevolmente o meno, quelle persone svolgono lo sporco lavoro di Smith in Matrix e impediscono che le folle aprano gli occhi.
    Per sua fortuna Orwell non sarebbe mai arrivato a pensare che le sue brillanti intuizioni avrebbero suggerito a dei mediocri impresari televisivi come chiamare (e quindi presentare alle masse) un format che ha dato il colpo di grazia alla qualità della televisione mondiale.
    Riguardo alla Neolingua, la faccenda dei sordi o dei ciechi l'ho scelta tra le tante.
    Che ne dici di "medicinale" che diventa "coaudivante" o "rughe" che diventano "inestetismi"?
    E'un giochetto al quale non tutte le lingue si prestano e in cui gli americani - ma dai? - sono maestri.
    Il fatto che si riesca a piegare una lingua ricca come l'italiano è molto, molto preoccupante.
    Ti basti pensare che in Cile un uomo che picchia una donna è un maricon, come lo è un omosessuale. Che significa maricon?
    Poco uomo.
    Ecco. Con il troppo si è consapevolmente colpevoli, dici bene.
    Meglio essere tra le fila di chi usa poche parole, allora:
    "Ciao amico",
    TM

     

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