FRESH.

2.6.06

So dark the con of man...

Strano curare un blog. Ci avevo provato, un paio di anni fa, ma lo scarso tempo libero e una discontinuità congenita mi hanno portato presto a lasciare che il vecchio TMag (sempre questo era il nome, brutte malattia...) scivolasse nell'oblio. Stavolta l'impegno è proprio evitare al nuovo blog il medesimo destino. Forse il segreto sta nel non prenderlo troppo sul serio. Con gli infradito ai piedi, insomma. Boh. Sapere che all'inizio sei uno dei milioni nella rete e non ti nota nessuno certo non stimola alla scrittura ma da qualche parte dovrò cominciare, no? Alla fine ci cado e vado a vedermi il Codice Da Vinci. Dan Brown, Ron Howard, Tom Hanks e Amel...ops, Audrey Tatou. Allegria. Ci vado dopo che mio fratello, che ha amato il libro molto più di me, mi racconta che a Londra ha visto gente alzarsi e andarsene a metà proiezione, o altri che a 5 minuti dal finale hanno scapocciato di brutto e sono corsi verso l'uscita borbottando chissà cosa tra i vari "damn" e "fucking". Insomma, ci vado disincantato. Trovo un degno adattamento, attori abbastanza azzeccati a parte un'Amelie di legno, espressiva come un sampietrino e, seppur non ricordando tutto alla perfezione, due o tre cambiamenti ingiustificati della serie "un film non serviva, io l'ho fatto lo stesso e ho cambiato qualcosa almeno qualcuno avrà una qualche reazione". Sorvoliamo sui dialoghi a volte pessimi e su un doppiaggio stranamente - data l'importanza attribuita all'evento - sottotono. Ian McKellen ci sta tutto, non è ne Gandalf ne Magneto, e questo è gia qualcosa. Paul Bettany ha sempre qualcosa che mi cattura, indipendentemente dal ruolo che interpreta. Qui ci sta, anche se Silas molti se lo saranno immaginato più massiccio. Idem per Reno. Ok, lasciamo stare per un attimo le opinioni legate al cast e alla regia. C'era chi si aspettava una specie di microapocalisse per un film come questo. Chi lo vedeva come il colpo di grazia alla credibilità della Chiesa Cattolica. Chi l'ha visto come una mistificazione. Chi ha avuto una caduta di stile tale da proporre ed attuare il rogo del libro, regalandoci uno spettacolo triste e inquietante. Insomma, se ne sono dette tante, come sempre e più, per la gioia della produzione. Pare che il film si stia avviando verso la rimozione dalle sale in un relativo anonimato. O meglio, nella cosiddetta "era dell'immagine", bisogna dire che il libro fece, a suo tempo, molto più rumore. Non tifo per Dan Brown nè per la Chiesa. Non per i Templari ne per l'Opus Dei. Semmai tifo per un uomo nato a Nazareth 2000 anni fa. Un uomo che, indipendentemente dalle sue origini, ha dato in vita la più alta testimonianza di ciò che potrebbe essere la vita se solo l'essere umano cedesse al suo insegnamento. Chiunque egli fosse, aveva intuito che quel tipo di amore di cui si faceva interprete può bloccare la logica suicida nella quale l'uomo si tuffa ogni giorno: "Io sono io e voi non siete un cazzo", come diceva qualcuno. Quello che è stato fatto dei suoi insegnamenti, poi, è ben altra storia. Il modo in cui abbiamo tentato di metterli in pratica e/o di cancellarli causando in entrambi i casi immani tragedie sono solo la prova del fatto che l'uomo deve fare ancora molta strada prima di riempirsi la bocca con parole a lui estranee come "pace" o "bene". E nel frattempo magari potrebbe anche impegnarsi per evitare l'autodistruzione, gia che c'è. Dovremmo piuttosto interrogarci sul perchè basti un romanzo a far vacillare ciò in cui si crede. Se ciò in cui si crede è frutto dell'esperienza diretta è difficile spazzarlo via con la finzione. Se invece la nostra è ancora una religiosità superficiale e vuota, fatta di santini e venerdippesce allora in un attimo va giu tutto. Una Chiesa che permette che alcuni dei suoi uomini propongano di impedire le proiezioni mostra il fianco ai propri nemici e confessa le proprie debolezze. Aiutata indirettamente da quattro falliti che bruciano i libri, ottiene solo questo: gonfiare le gia straripanti tasche del sig.Brown e di tutti i parassiti che si sono accodati scrivendo i vari segretidelcodice, misteridelcodice, i priorati, gli illuminati, i peli del culo di leonardo o la dieta del messia. C'è chi dice che una cosa simile fa tanto rumore perchè la gente ha un disperato bisogno di sacralità in una vita grigia e votata solo al materialismo. Rispondo che si, sarà anche vero, ma se ogni manifestazione di spiritualità viene soffocata dal cinismo e dalla mediocrità proprio di chi parla di questo bisogno, allora siamo da capo. Che si fa? Si legge la Bibbia, ad esempio. In privato prima e parlandone in pubblico poi, provando a vedere quanto della propria vita è gia scritto li dentro. E poi si leggono tutte le variazioni sul tema, se ci interessa. Fosse anche solo per reggere una conversazione al riguardo. Fosse solo per rimorchiare una che non guarda solo che macchina hai e che lavoro fai e di che segno sei e se hai gli addominali. Fosse anche solo per arricchirsi un pò, che non guasta mai.

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