FRESH.

9.6.06

MediaEvo | Sacrificio

Quando, per sbaglio o per noia, accendo 20 secondi la tv, è sempre la stessa storia. In un modo o nell'altro riesco a sentire sempre la stessa vocina su ogni canale, il sussurro di una voce asessuata, intrigante e agghiacciante insieme, che ripete come in un mantra: dammi l'anima dammi il cuore dammi la mente dammi gli amori dammi gli amici dammi gli affetti dammi i soldi dammi il tuo dio dammi la vita. Lavora. Consuma. Lavora. Consuma. Lavora. Consuma... La avverto tra le raffinate inquadrature di uno spot girato a regola d'arte, tra le banalità e le aberrazioni di un triste talk show, nei notiziari, tutti. Ognuno ha la sua strategia per venderti la sua visione del mondo, nel disperato tentativo di fare proseliti. Paranoia? Teoria della cospirazione? No, nausea. In questi giorni era impossibile non percepire il sentimento comune e i commenti relativi alla faccenda di Alessandro Pibiri, un anno meno di me, ennesimo giovane morto per la causa dei vecchi che giocano a Risiko. E quel mantra ha ripreso a girare. Alzava leggermente la voce su "dammi il cuore" e credo che ad un certo punto abbia pronunciato qualcosa simile a "patria". Fatto sta che pacifisti e guerrafondai non esitano a parlare di sacrificio. Ognuno usa la parola per la propria causa, certo, ma sono tutti d'accordo sul fatto che quel poveraccio si sia sacrificato. E riparte il circo della "missione umanitaria", dei "delicati equilibri" della "difficoltà, da parte della missione di pace, a governare la tensione in quei teatri di guerra." A proposito di guerra, il mio consiglio è questo: procurarsi "Il Ribelle dalla A alla Z", di Massimo Fini. A mio parere, i brani dedicati alla guerra contenuti in quel libro sono tra i pochi scritti prodotti senza il secondo fine di spacciare per buona la propria visione del mondo e creare una dottrina. Il mondo si specchia in essi perfettamente, senza sbavature. Non sto parlando di specchi magici, di quelli che, come nella maggior parte dei casi, ci regalano un'immagine di noi e del mondo deformata, e per vedere i quali paghiamo il giostraio. Gli specchi magici come funerali in pompa magna, come solennità e cordoglio messi in scena senza fare domande, come gli "omaggi" alla salma, come pronunciare il nome di Dio per legittimare soprusi, tanto per citarne qualcuno. Voglio dire solo una cosa: Oggi al supermercato ho visto la carta igienica "soffice e trapuntata". Per far si che quotidianamente si assista a questo bello spettacolo di luci e colori sono necessari veri sacrifici. Vittime immolate all'unico dio riconosciuto come padre da uomini altrimenti lontani tra loro anni luce. TM "Per risolvere il problema dell'infelicità furono suggerite varie proposte agli abitanti della Terra, ma queste per lo più concernevano lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che a essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta" (Douglas Adams - "Guida galattica per gli Autostoppisti", Incipit)

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