FRESH.

30.6.06

MediaEvo | Mani

Ieri sera capito su un servizio/documentario in tv. Argomento: Afganistan, Kazakistan e gli altri 'stan. Solito clima da trailer con musiche d'atmosfera a sottolineare le amarezze vissute dalla gente del posto, le mine antiuomo, la scuola fatta da un telo steso per terra, i padri che lavorano i campi coi figli ecc. Solite riprese ravvicinate fintoamatoriali, solita illuminazione calcolata, da National Geographic. Solito il tono della cronista, quella particolare calata di chi, da un momento all'altro, ti dirà "nei migliori cinema". Poi esagera. Ok, l'abbiamo capito che uno degli obiettivi di chi fa informazione (indipendentemente dallo schieramento) è trattare tutti i temi con lo stesso tono in modo da insensibilizzare ed assuefare alla violenza. Ok, basta saperlo e uno sceglie consapevolmente di assistere o meno a questo triste show. Ma l'ironia o peggio il sarcasmo no, cazzo. La signora cronista, da vera professionista, dopo aver mostrato e raccontato la storia dell'ennesimo bambino a cui è saltata una mano mentre giocava su un terreno a rischio mina, ha avuto la brillante idea di chiudere con il bambino in questione che se ne va con la sorella verso l'orizzonte. Le silouhette dei due bambini, il tramonto afgano, il crescendo della musica e il commento di chiusura: "...e se ne vanno, mano nella mano, finchè ci saranno mani..." Mi è parso di avvertire nella sua voce la piega sottile di un sorriso, un ghigno forse. Il bello è che questa gente rischia spesso di prendere dei premi di giornalismo. Quando ho deciso di chiamare la sezione dedicata alla tv "MediaEvo", l'ho fatto perchè non avevo dubbi sullo spessore del materiale di cui avrei parlato. Spazzatura e mistificazione, nient'altro.

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